Funi acciaio per ascensori: struttura, scelta e manutenzione
Le funi acciaio per ascensori sono tra i componenti più sollecitati di un impianto elevatore: ogni giorno compiono migliaia di cicli di flessione attorno alle carrucole, sopportano carichi dinamici e devono garantire sicurezza ai passeggeri per anni. Sceglierle correttamente non significa solo guardare il diametro o il carico di rottura: occorre comprendere la loro costruzione, il tipo di anima, il trattamento superficiale e i criteri normativi che ne regolano l’impiego. In questa guida trovi tutto quello che serve per orientarsi tra le specifiche tecniche e fare la scelta giusta.

Perché le funi per ascensori richiedono una costruzione specifica
Non tutte le funi di acciaio sono adatte agli ascensori. Le funi industriali per gru o paranchi sono progettate per resistere a carichi statici elevati, ma negli ascensori il fattore critico è la fatica da flessione: la fune avvolge e si dispiega continuamente attorno alle carrucole di trazione, subendo microcicli di curvatura che nel tempo provocano rotture per fatica dei singoli fili.
Per questo motivo, le funi per ascensori devono bilanciare due esigenze apparentemente opposte: alta resistenza (per sopportare il carico) e alta flessibilità (per sopportare la flessione ciclica senza logorarsi). Questo equilibrio si ottiene aumentando il numero di fili per trefolo, riducendo il diametro di ogni singolo filo e aumentandone la flessibilità intrinseca.
Un aspetto spesso trascurato è il rapporto D/d, cioè il rapporto tra il diametro della carrucola di trazione (D) e il diametro della fune (d). Più alto è questo rapporto, minore è lo stress di flessione per ogni ciclo e maggiore è la vita utile della fune. Le norme di settore fissano valori minimi di D/d che non devono mai essere violati in fase di progettazione dell’impianto. Superare questi limiti verso il basso è uno degli errori più comuni nei rifacimenti, e porta a una drastica riduzione della vita utile della fune.
Formazioni costruttive: 114 fili e 152 fili a confronto
Le funi per ascensori si distinguono principalmente per il numero di fili che le compongono, che deriva dalla formazione costruttiva dei trefoli:
- Formazione 6×19 (114 fili): sei trefoli da 19 fili ciascuno, avvolti attorno all’anima centrale. Questa configurazione — spesso indicata con la sigla S4-114 — offre un buon equilibrio tra resistenza e flessibilità ed è tra le più usate negli ascensori tradizionali a bassa e media velocità.
- Formazione 8×19 (152 fili): otto trefoli da 19 fili, per un totale di 152 fili (sigle S4-152W, S4-152L, S4-152). Con un numero di punti di contatto più elevato con la carrucola, questa costruzione garantisce una maggiore flessibilità e una distribuzione più uniforme delle sollecitazioni: è preferita negli impianti ad alta velocità o dove la durata è prioritaria.
In entrambi i casi la sezione trasversale dei fili segue una geometria Seale (da cui la “S” nella sigla), che prevede fili di diametri differenti disposti in strati concentrici per massimizzare la sezione resistente pur mantenendo buona flessibilità. Le funi con 152 fili, avendo trefoli più numerosi e fili mediamente più sottili, tollerano meglio la flessione ripetuta ma richiedono un piano di manutenzione altrettanto rigoroso.
Per capire come si classificano queste costruzioni e cosa cambia rispetto alle funi industriali in termini di rigidità e resistenza all’abrasione, è utile la guida ai tipi di funi di acciaio, dove le formazioni 6×19 e 8×19 sono confrontate con quelle per uso industriale.
Anima tessile o metallica: quale scegliere
L’anima — il nucleo centrale attorno al quale si avvolgono i trefoli — influisce in modo significativo sul comportamento della fune in servizio:
- Anima in fibra (FC, Fibre Core): realizzata in polipropilene o fibre naturali, fornisce ammortizzazione interna, trattiene il lubrificante e favorisce la flessibilità. È la scelta standard per la maggior parte degli ascensori domestici e commerciali, dove la flessibilità conta più della rigidità radiale.
- Anima metallica (IWRC, Independent Wire Rope Core): un secondo trefolo in acciaio al posto dell’anima in fibra. Aumenta la resistenza alla compressione e alla schiacciatura laterale, ma riduce leggermente la flessibilità. È preferita in ambienti ad alta temperatura o dove la fune è soggetta a forte pressione sulle carrucole.
In applicazioni specifiche, alcuni produttori propongono anche anime in polipropilene estruso attorno ai trefoli: questa soluzione riduce l’attrito interno tra i fili, ammortizza i microurti e contribuisce a mantenere la lubrificazione interna più a lungo, riducendo la frequenza degli interventi di manutenzione.

Trattamenti superficiali: lucide e zincate
Le funi per ascensori sono disponibili in due principali finiture superficiali:
| Finitura | Caratteristiche | Quando sceglierla |
|---|---|---|
| Lucida (acciaio grezzo) | Nessun trattamento anticorrosione | Ambienti asciutti e controllati (residenziale, uffici) |
| Zincata (TG51) | Fili ricoperti di zinco prima della trefolatura | Ambienti umidi, marini, o impianti poco accessibili |
La zincatura di tipo TG51 è la più comune per gli ascensori: i fili vengono zincati singolarmente prima di essere ritorti nei trefoli, così il rivestimento di zinco protegge l’acciaio dall’interno, non solo in superficie. Questo approccio garantisce una protezione dalla corrosione molto superiore rispetto alla semplice galvanizzazione esterna applicata a fune già formata. Per impianti in ambienti costieri o con umidità elevata, la scelta di funi zincate non è un optional ma una precauzione necessaria.
Per un approfondimento sulle differenze tra i vari livelli di zincatura e i vantaggi anticorrosione, vedi la guida alle funi di acciaio zincate.
L’abbinamento destra/sinistra: perché le funi vanno in coppia
Una caratteristica peculiare delle funi per ascensori è che devono essere installate in coppia con senso di avvolgimento opposto: una fune “a destra” (Z) accoppiata a una fune “a sinistra” (S), o viceversa.
Il motivo è fisico: una fune sotto carico tende a ruotare nel senso della sua torsione. Se due funi adiacenti avessero lo stesso senso di avvolgimento, i momenti rotazionali si sommerebbero, causando usura irregolare delle scanalature della carrucola, vibrazioni anomale e, nel tempo, problemi di sicurezza. Due funi con torsione opposta generano momenti contrari che si annullano a vicenda, garantendo un funzionamento stabile.
Quando si ordina la sostituzione delle funi, è quindi fondamentale specificare il senso di avvolgimento e assicurarsi che il fornitore consegni le funi già abbinate correttamente. Non è raro che impianti in manutenzione straordinaria presentino problemi proprio perché qualcuno ha sostituito una fune singola senza rispettare la coppia destra/sinistra originale.
Classe di resistenza: cosa indicano i valori MPa
Le funi per ascensori sono prodotte in diverse classi di resistenza alla trazione, espresse in megapascal (MPa). Le più comuni sono:
- 1370/1770 MPa: funi con resistenza media-alta, adatte ad ascensori a basso e medio carico
- 1770 MPa: classe standard, la più diffusa negli impianti residenziali e commerciali
- 1960 MPa: alta resistenza, per ascensori ad alta velocità o con carichi elevati
Una classe di resistenza più alta permette di usare funi di diametro inferiore mantenendo la stessa portata, con vantaggi in termini di peso e ingombro. Tuttavia, i fili più sottili necessari per raggiungere alte resistenze sono in generale più sensibili alla fatica da flessione: la scelta va fatta tenendo conto del rapporto D/d e del numero di cicli giornalieri dell’impianto. Un progettista che sceglie funi ad alta resistenza senza verificare la compatibilità con il diametro delle carrucole esistenti rischia di abbreviare notevolmente la vita utile dell’impianto.
Normative di riferimento: EN 12385-5 e UNI ISO 4309
Le funi acciaio per ascensori sono soggette a normative specifiche che definiscono requisiti di costruzione, tolleranze e criteri di accettazione:
- EN 12385-5: specifica i requisiti costruttivi delle funi per ascensori elettrici, incluse tolleranze sul diametro (comprese tra 0% e +5% rispetto al nominale), requisiti di allungamento, carichi minimi di rottura e marcatura obbligatoria. Ogni fune deve essere accompagnata da un certificato di prova che attesti la conformità.
- UNI ISO 4309: pur nata per gli apparecchi di sollevamento in generale, questa norma fornisce i criteri quantitativi per valutare lo stato d’uso di una fune — numero di fili rotti, riduzione del diametro, deformazioni plastiche — e decidere quando procedere alla sostituzione.
- D.Lgs. 81/08: impone per gli ascensori un’ispezione delle funi con cadenza almeno trimestrale dalla messa in servizio, con possibilità di riduzione dell’intervallo in condizioni di uso intensivo o ambienti aggressivi.
Quando si acquista una fune per ascensori, è indispensabile richiedere il certificato di prova con i valori misurati di carico di rottura e diametro. Questo documento è la prova che la fune soddisfa l’EN 12385-5 ed è condizione necessaria in caso di verifica da parte di un organismo notificato o a seguito di un incidente. Acquistare funi prive di certificazione non è solo un rischio tecnico: è anche un’esposizione diretta a responsabilità legali.

Ispezione e manutenzione delle funi per ascensori
Le funi degli ascensori lavorano in un regime di sollecitazione continua che richiede un piano di manutenzione rigoroso. I principali elementi da monitorare a ogni ispezione sono:
- Fili rotti: anche pochi fili rotti in una sezione critica — specialmente vicino ai terminali — possono essere motivo di sostituzione anticipata, indipendentemente dall’aspetto generale della fune
- Riduzione del diametro: una diminuzione superiore al 5-6% rispetto al valore nominale indica usura interna avanzata o perdita di lubrificazione
- Deformazioni visibili: torsioni locali (kink), schiacciamenti, corrosione superficiale o le caratteristiche striature di corrosione da fretting tra i fili
- Lubrificazione: le funi devono mantenere una presenza uniforme di lubrificante; la secchezza favorisce la corrosione per attrito tra filo e filo
La lubrificazione è un aspetto spesso sottovalutato: il lubrificante applicato in fabbrica si esaurisce nel tempo, e la ri-lubrificazione periodica con prodotti compatibili è essenziale per preservare la vita utile della fune. Per sapere come si sceglie il lubrificante giusto e come si applica correttamente, consulta la guida alla lubrificazione delle funi di acciaio.
Per i criteri precisi di scarto secondo la norma ISO 4309, con le soglie numeriche di riferimento e le istruzioni per le ispezioni visive e strumentali, vedi anche l’articolo sul controllo delle funi di acciaio.
Funi compensatrici: quando servono e come si differenziano
Negli ascensori di altezza significativa — generalmente oltre 20-25 metri di corsa — oltre alle funi di trazione vengono installate le funi compensatrici: collegate alla base della cabina e del contrappeso, hanno il compito di bilanciare il peso del tratto di fune di trazione che pende liberamente sotto di essi.
Senza fune compensatrice, man mano che la cabina sale il peso della fune che pende dal lato cabina diminuisce, mentre aumenta quello dal lato contrappeso. Il risultato è uno squilibrio crescente che il motore deve compensare continuamente, con conseguente aumento dei consumi energetici e usura accelerata della macchina di trazione.
Le funi compensatrici hanno una costruzione diversa da quelle di trazione: sono più flessibili (spesso con anima in fibra di grande sezione), meno resistenti alla trazione e non richiedono proprietà di grip. In alcuni impianti moderni vengono sostituite da catene compensatrici (più economiche per ascensori lenti a corsa limitata) o eliminate del tutto nei sistemi con cinghie piatte ad alta aderenza (tecnologia MRL, machine room less), che sfruttano una geometria diversa per ridurre gli sbilanciamenti.
Come scegliere: cosa chiedere al fornitore
Quando si contatta un fornitore per le funi di un ascensore, queste sono le domande chiave da porre prima di confermare l’ordine:
- Certificato EN 12385-5: è disponibile il certificato di prova per ogni lotto di produzione, con i valori misurati di diametro e carico di rottura?
- Coppia destra/sinistra: le funi vengono consegnate già abbinate con senso di avvolgimento opposto?
- Compatibilità D/d: la classe di resistenza e il diametro scelti sono compatibili con il diametro delle carrucole dell’impianto esistente?
- Tipo di lubrificazione: il lubrificante di fabbrica è compatibile con le carrucole e con le condizioni ambientali del vano corsa?
- Taglio su misura: è possibile ottenere le funi alla lunghezza esatta richiesta, evitando giunte o sprechi?
Affidarsi a un produttore di funi di acciaio che produce direttamente e può certificare ogni lotto è sempre preferibile all’approvvigionamento da distributori che rivendono senza piena tracciabilità. Per ascensori soggetti a controllo periodico da parte di organismi notificati, la documentazione di conformità non è un dettaglio burocratico: è la prima cosa che un ispettore richiederà.
Conclusione
Le funi acciaio per ascensori non si scelgono in base al prezzo al metro, ma sulla base di una serie di parametri tecnici precisi: formazione costruttiva (114 o 152 fili), tipo di anima (tessile o metallica), trattamento superficiale, classe di resistenza e senso di avvolgimento. La conformità alla norma EN 12385-5 e la disponibilità di un certificato di prova sono requisiti minimi non negoziabili. A questi si aggiunge un piano di manutenzione periodica — ispezione trimestrale e ri-lubrificazione regolare — per garantire che la fune lavori in sicurezza per tutta la sua vita utile. Quando i parametri di usura superano le soglie della UNI ISO 4309, la sostituzione non è un’opzione: è un obbligo di legge e una responsabilità verso chi utilizza l’impianto ogni giorno.
Foto: Nic Wood, SINOSTEEL STAINLESS STEEL PIPE — Pexels